La vera storia di Astericcio

 

La vera storia di Astericcio

L’uomo aveva ucciso la Natura che lo circondava. Prima gli animali, poi le piante e infine se stesso, attraverso l’odio e le guerre. Erano rimasti solo i bambini in una Terra spoglia, arida e desolata. Mamma Sole piangeva caldi raggi di luce pensando a come s’era ridotto il suo pianeta preferito. Quante speranze buttate al vento… Poteva ricominciare tutto da capo, distruggendo questi ultimi resti di un tentativo miseramente fallito. Ma la vista di quei bambini spaventati e affamati la fermò. Era meglio pensarci sopra e riflettere a mente fredda. Decise di congelare ciò che restava della Terra. Su di essa scese una coltre di ghiaccio e le ultime creature rimasero ibernate in attesa di un futuro molto incerto e difficile. Passarono gli anni, i secoli e i millenni e mamma Sole continuava a non riuscire a prendere una decisione. Tra il pianeta Marte e il pianeta Giove orbitavano attorno al Sole migliaia e migliaia di pezzi di roccia, qualcuno abbastanza grande, e moltissimi piccoli, fino alle dimensioni dei granelli di una spiaggia terrestre. Essi erano molto tristi a vedere lo stato desolato della Terra. Si ricordavano benissimo quando avevano dedicato la loro esistenza a lei e alla sua vita. Le avevano portato l’acqua e poi le molecole che sarebbero diventate cellule e creature viventi. Per far ciò si erano sacrificati, cadendo su di lei e distruggendosi al suolo. Ma non avevano certo alcun rimorso per tutto il loro inutile lavoro, erano solo disperati nel vedere tutto così immobile e freddo. Gli stessi asteroidi non avevano avuto un’infanzia felice. Avrebbero voluto costruire un pianeta come la Terra, ma invece non c’erano riusciti ed erano rimasti come tante schegge dalle forme più strane e buffe, tanto che i pianeti vicini li prendevano spesso un po’ in giro anche se con bonario affetto. La loro tristezza nel vedere quei bambini immobili nel ghiaccio non poteva perciò che essere particolarmente dura e severa. Tuttavia, cosa potevano mai fare? Soprattutto, come potevano andare contro le decisioni della loro mamma Sole? E continuarono a girare tra commozione e dolore guardando quel bellissimo pianeta ridotto in quello stato così desolato. Tra i buffi asteroidi, però, ce n’era uno particolarmente buffo, ma ricco di amore per tutto ciò che esisteva. I colpi che aveva preso contro i suoi fratelli (erano veramente tanti e spesso si scontravano tra di loro) lo avevano segnato un po’ dappertutto e le sue dimensioni erano veramente piccole, mentre la sua superficie era piena di punte e di buchi. Sembrava proprio un puntaspilli. Viveva abbastanza isolato perché quegli aghi così aguzzi facevano un po’ paura ai suoi fratelli che si tenevano a debita distanza. Ma lui non riusciva a pensare a se stesso, preso com’era a soffrire per la Terra e per quei bambini immobili nella loro bellezza senza tempo. In particolare, era innamorato di un bimba bionda, sdraiata vicino a un tronco secco e contorto di un albero, il cui sorriso era rimasto immutato da millenni. Decise che doveva fare qualcosa anche a costo di andare contro le decisioni della mamma. Assunse la forma più sferica possibile, con tutte le sue punte bene in evidenza e si lanciò verso la Terra. Non sarebbe servito a niente se non a distruggerlo, ma preferiva finire la sua esistenza laggiù vicino a quella bimba, sperando magari di toccarla. Il viaggio non fu molto lungo, ma molto doloroso quando dovette attraversare l’atmosfera. Il calore era insopportabile e temette di non riuscire ad arrivare intero fino al suolo. In questa impresa lo aiutarono le sue punte acuminate e alla fine si schiantò. La mira che aveva preso era stata abbastanza buona, ma non perfetta. Distava qualche decina di metri dalla “sua” bimba addormentata. Fortunatamente, era caduto su un’altura e riuscì a spingersi un poco e a cadere rotolano verso di lei. Una delle sue punte di roccia, simili ad aculei, punse la mano della bimba e dal piccolo taglio uscì una goccia di sangue, il cui rosso vivo illuminò quella distesa bianca e monotona. La mamma Sole si accorse di quello che era successo e fu colta da una tenerezza infinita. Quel cucciolo di roccia aveva sacrificato una vita quasi eterna, in mezzo ai suoi fratelli, pur di portare un gesto d’amore a quella creatura così lontana e diversa. Un gesto d’amore che non avrebbe potuto essere ricambiato… E allora il Sole capì e trovo la soluzione al suo dubbio millenario. Solo l’amore poteva risvegliare e cambiare quel mondo che si era distrutto da solo. La goccia di sangue toccò l’asteroide che prese vita, mentre la bimba aprì gli occhi e vide quella piccola creatura vicino a lei. L’asteroide buffo e spinoso era diventato un riccio, anzi un astericcio, che la guardò con occhi pieni di commozione. La bambina capì in un attimo ciò che era successo e prese il suo amico con una mano e gli diede un bacio caloroso sul musetto che era spuntato tra quelle spine che fino a poco tempo prima erano solo rocce aguzze. Lui arrossì un poco per la vergogna e si senti brutto rispetto a quella meravigliosa creatura umana. Ma fu solo un attimo, perché poi i sentimenti più profondi presero il sopravvento. Il legame che nacque il quel momento era quello che avrebbe salvato la Terra. La bimba si alzo e cominciò a camminare con l’astericcio al suo fianco. A ogni passo che facevano il ghiaccio si scioglieva e nascevano subito erba e fiori. Un po’ alla volta, il suolo divenne colorato e brulicante di insetti. Poi nacquero i primi cespugli e altri bimbi si unirono a loro, circondati da animali di tutte le specie. Poi, comparve anche una bellissima e seducente riccia che guardò astericcio con un sorriso meraviglioso. Astericcio si fermò e parlò con lo sguardo alla bimba e a quella splendida e soffice pallina dal musetto irresistibile. La bimba capì e lo salutò, sapendo benissimo che sarebbero stati sempre vicini col cuore e con la mente. Un ultimo cenno con la mano e poi i bambini proseguirono, portando finalmente l’amore in quel pianeta che mai era stato così bello. Mamma Sole piangeva e rideva. Quel piccolo e insignificante astericcio le aveva insegnato che l’Universo tutto è solo e soltanto un gesto d’amore… e che tutte le creature, dalle galassie, alle stelle, ai bimbi, ai ricci sono Universo!