Liberazione

Il Rilascio in Natura di Ricci che hanno passato in cattività l’inverno o un lungo periodo di cure.

Quando

A partire dalla Primavera solo quando le temperature notturne sono state superiori a 5°C per almeno una settimana. 

Se le previsioni meteo prevedono un peggioramento, trattenere i Ricci in un luogo protetto o collocarli in un recinto pre-rilascio (1).

Le giornate più adatte sono quelle dal clima mite e umido; un giorno piovoso è meglio di uno secco perché il terreno è più ricco di vermi e altri invertebrati, mentre un terreno duro (sia per il ghiaccio che per la siccità) rende la ricerca del cibo più difficoltosa (3). E’ meglio liberarli al crepuscolo o subito dopo che è calata l’oscurità, dato che è il momento in cui si svegliano dal sonno diurno. Questo gli darà la protezione dell’oscurità per rovistare nel terreno e prendere confidenza col nuovo territorio (2).
I Ricci nati a fine estate potranno essere liberati in autunno solo se hanno messo su un peso adeguato per sopravvivere al letargo invernale (Almeno 600gr.) (3).
I Ricci che sono andati in letargo in cattività, devono aver recuperato un buono stato nutrizionale prima del rilascio (4).

Dove

Il Rilascio in libertà deve avvenire in un luogo idoneo, non necessariamente quello del ritrovamento. Dev'essere un posto che offre ai nostri piccoli amici tutto il necessario per poter sopravvivere, possibilmente dove vivono già altri Ricci (non ci sono evidenze che i Ricci selvatici possano entrare in contrasto con quelli liberati).
Bisogna prestare particolare attenzione alla quantità di cibo esistente (principalmente vermi, scarafaggi e altri piccoli invertebrati) e alla possibilità di trovare rifugi.
I Principali bisogni del Riccio sono: disponibilità di cibo durante la primavera-estate-autunno, e posti dove costruire un nido sicuro per l'inverno o per il parto. La disponibilità di posti dove costruire un nido sicuro e protetto per il letargo invernale rappresenta una delle limitazioni alla scelta dell'Habitat idoneo (5).
L’ambiente del Riccio è caratterizzato da cespugli, siepi, composti, mucchi di rami, erba non troppo bassa e fogliame. Le foglie e l’erba vengono utilizzati dai Ricci per costruire il nido, soprattutto quello invernale o il nido per partorire e crescere i nuovi nati. I ricci usano una grande quantità di foglie cadute per costruire un nido voluminoso e protetto dalle intemperie sotto cespugli, tronchi o altri posti riparati (5). Le foglie vengono compresse in vari strati ermetici intorno all'animale, in modo che l'interno del nido rimane asciutto per mesi. Un nido così costruito lo protegge anche dalle temperature troppo fredde o da quelle tiepide quando in inverno il clima si riscalda durante le giornate soleggiate. Per questo è raro trovare dei Ricci lontano da alberi decidui che forniscono la materia prima. Il bisogno di nidi si riduce durante l'Estate quando i Ricci si limitano spesso a dormire nella vegetazione densa (5).

Zone NON ADATTE al rilascio in libertà sono i boschi di conifere o fitti boschi di sempreverdi, pendii ripidi e rocciosi, terreni agricoli a monocoltura o senza alcuna coltivazione, zone edificabili, zone dove vengono usati estensivamente insetticidi e quelle vicino a strade con troppo traffico o con traffico veloce (I Ricci vagano da uno a tre chilometri per notte, in particolare i maschi durante la stagione degli accoppiamenti) (4). I Ricci mangiano anche tante lumache, bisogna quindi evitare l'uso di veleno.
NON ADATTI sono anche Brughiere o colline coperte di felci.

Una volta scelto il territorio bisogna durante l'anno prestare attenzione a:
ATTENZIONE quando si taglia l’erba, specialmente con i taglia erba a filo e a lama rotante
ATTENZIONE quando si sposta un mucchio di composto usando la forca
ATTENZIONE quando si bruciano siepi, foglie secche o mucchi di rami, potrebbero alloggiarvi dei Ricci.
ATTENZIONE a stagni, pozze e piscine: I Ricci sono dei buoni nuotatori, ma è necessario prevedere una rampa di uscita. Chiudere tutte le buche e i tombini che possono rappresentare trappole mortali.
Se nella zona sono presenti giardini, prevedere dei punti di passaggio tra le reti metalliche. I Ricci passano da giardino a giardino. I maschi, specialmente durante il periodo dell’accoppiamento, percorrono diversi chilometri ogni notte. (4)

Come

Tutti i Ricci che hanno passato un lungo periodo presso un Centro di Recupero, specialmente quelli svezzati presso il Centro o cresciuti da piccoli, prima del rilascio in natura avranno bisogno di passare del tempo in un recinto esterno o in un giardino recintato per acclimatarsi. La durata ideale sarebbe per un periodo di 2 o 3 settimane (4). In base agli studi condotti sul campo dal Dr. Pat Morris e dal Centro Riabilitazione Fauna Selvatica Randalls, si è visto che ogni Riccio si comporta differentemente e alcuni si adattano meglio e più velocemente di altri all’ambiente selvatico. La soluzione migliore, finito il periodo di riabilitazione, è quella di lasciare aperta la porta della gabbia o del recinto in modo che i Ricci possano tornare ad alimentarsi o a utilizzare il loro vecchio nido se sono in difficoltà (2). I Ricci perdono peso inizialmente, ma dopo alcuni giorni lo riprendono e da quel momento mantengono un normale peso corporeo. E quindi importante rilasciare i Ricci solo quando hanno raggiunto un buono stato nutrizionale. E’ un’idea eccellente cercare di introdurre del cibo “naturale” nella dieta del vostro Riccio prima del rilascio, non sempre lo mangerà, ma sicuramente si ricorderà dell’odore(2).
Per rendere il ritorno alla vita selvatica il più graduale possibile, è consigliato lasciargli del cibo e dell’acqua per le prime notti e comunque almeno finché non rimane intoccato. Si consiglia di lasciare comunque una piccola quantità di cibo e acqua fresca tutto l'anno, ma soprattutto nei periodi di scarsità di cibo, per aiutare eventuali Ricci in difficoltà (Ricordiamoci che l'uomo con le attività edilizie, la costruzione di strade e l'agricoltura intensiva sta frammentando e distruggendo il suo Habitat). Per impedire che il cibo venga mangiato da cani, gatti o da altri animali, è utile metterlo in una casetta mangiatoia dove possono avere accesso solo i Ricci (Vedi schemi sul nostro sito) (1).

Il Recinto Pre-Rilascio esterno

Il recinto esterno deve avere un’area di almeno 6 mq. Si possono utilizzare assi, paletti semi-rotondi in legno e ondulati in plastica. Non usare reti metalliche, anche se fini, perché i Ricci possono arrampicarvisi. Il recinto deve avere un’altezza di almeno 60cm e deve scendere di almeno 20cm sotto terra. Piante o cespugli offrono la necessaria ombra al dormitorio e alla mangiatoia e un foglio di plastica o simile li proteggerà dalla pioggia. Porre inoltre paglia, foglie o semplicemente giornali stracciati all’interno del dormitorio, cosi che i Ricci possono farsi il nido.
Se nella zona sono presenti potenziali predatori, è utile proteggere la parte superiore del recinto con della rete metallica.
Anche nel recinto esterno l’igiene è importante. Pulire tutte le mattine la mangiatoia e a secondo delle necessità anche il dormitorio. Inoltre risciacquare sempre le ciotole con acqua bollente. (4)

recinto pre rilascio

Le indicazioni presenti in questo documento sono state estratte a cura di Claudio Coccino da:
1) Hedgehog Bottom (www.hedgehog-rescue.org.uk)
2) British Hedgehog Preservation Society (Dr. Pat Morris) (www.britishhedgehogs.org.uk)
3) Jersey Hogs Preservation Group (www.jerseyhedgehogs.co.uk)
4) Centro Recupero Ricci di Maggia CH – Monika Neumeier (www.ricci-in-difficolta.ch)
5) Pat Morris (“The Hedgehog”)