Yoghi e Bubu

Yoghi e Bubu 1I riccetti sono arrivati al centro a settembre del 2015. Sono stati trovati a Monforte, da qualche giorno girovagavano in un giardino, senza cibo, senza acqua e senza la mamma ad allattarli. Avevano ancora gli occhi chiusi, due settimane appena di vita... Erano disidratati, collassati, infreddoliti... E’ stata fatta subito una flebo, essi al caldo e finalmente il latte... Sono passati alcuni giorni... I due maschietti recuperano e crescevano velocemente; vederli dormire abbracciati ci riempiva il cuore di tenerezza. Poi improvvisamente tutto è precipitato. La loro pancia è iniziata a gonfiare. Uno di loro non riusciva a fare la pipì malgrado i ripetuti massaggi... Passavano le ore... Nulla... Non una goccia. Due giorni senza urinare. Era una situazione molto grave! Gli occhietti non erano più vispi e ci guardavano come per implorare aiuto. Il dolore doveva essere terribile. E’ stata subito iniziata una terapia, senza però risultati. Abbiamo contattato qualche esperto nella cura dei ricci: Tim, il Veterinario del Vale wildlife hospital in Inghilterra... (loro hanno un'esperienza enorme, hanno curato 15.000 ricci...). "Non c'è nulla da fare" risposero. "Puoi provare ancora il Valium, ma se non funziona devi porre fine alla loro sofferenza". Eutanasia!!! Non ci siamo arresi. Abbiamo continuato la terapia, ma non funzionava e la situazione peggiorava. Abbiamo chiamato Dorthe in Danimarca, la più grande esperta di ricci del suo Paese, ma nemmeno lei aveva soluzioni. Non poteva finire così... Yoghi e Bubu 2Abbiamo contattato Roby, un caro amico, il miglior ecografista sui piccoli animali. Erano le 23:00 quando, malgrado la sua stanchezza per il lavoro, è arrivato al centro e ha iniziato a fare l’ecografia; il suo viso era serio: la vescica era sfiancata al limite, i reni erano in idronefrosi, cioè dilatati dalla pipì. Non c'era speranza.. Bisognava svuotare la vescica... Ma come? Con un catetere era impossibile, erano troppo piccoli. Con un ago attraverso l'addome invece si può estrarre la pipì dalla vescica. Una pratica rischiosissima: si può rompere la vescica o forare un'arteria. In tal caso la morte sarebbe rapida. Dopo difficili e sofferte decisioni, abbiamo deciso di intervenire con un ago sottilissimo da insulina e con l'ausilio dell'ecografo, per ottenere la massima precisione. Ma prima, ancora una carezza affettuosa ai piccoli...non sapevamo se ce l’avrebbero fatta. Si inizia: (veterinario Massimo Vacchetta) “Io tengo il piccolo mentre Roby infila l'ago delicatamente. Un fremito unisono... La pancia del piccolo é la mia... sono teso... ma la bestiola rimane calma... Più di me... mentre la pipì esce lentamente dalla cannula. Sudo... tutto procede bene... finito! Sono stati estratti 25 ml di pipì da un animale di 140 gr... Passano i minuti ed il piccolo non da segni di shock o sofferenza. E' andata bene... Ma dopo 10 minuti il respiro si fa affannoso, il corpo si affloscia. Somministro immediatamente il cortisone, non respiro più nemmeno io. Yoghi e Bubu 3Lo rimetto al caldo sotto la lana... Passano i minuti... Sarà stato tutto inutile? Mezz'ora dopo controllo di nuovo... In apnea... Una testolina vispa fa capolino dal maglione di lana: due occhietti vivaci sono ritornati a brillare "grazie!" ...sembra volermi dire. Ho le lacrime agli occhi per la gioia. Ora tutti a casa... La pappa ci aspetta...” Dopo quattro giorni i piccoletti mangiavano e facevano tanta pipì con il nostro aiuto: un bel massaggio  dopo i pasti e tante coccole. Ora possiamo osservarli mentre dormono di nuovo abbracciati, ora possiamo sperare di vederli un giorno correre per i prati...